Dopo aver toccato nuovi massimi storici nella seduta di martedì, il future sull’S&P 500 ha registrato nella giornata di ieri una flessione dello 0,60%, causata principalmente dal calo dei titoli tecnologici.
Questa pausa era ampiamente attesa dopo che il mercato ha raggiunto il traguardo storico dei 7.000 punti, senza però riuscire a confermarlo in chiusura di sessione.
Semiconduttori sotto pressione: nuove restrizioni verso la Cina
A pesare sul comparto tecnologico è stata la comunicazione, diffusa martedì dall’amministrazione Trump, secondo cui Nvidia dovrà soddisfare nuovi requisiti di sicurezza prima di poter esportare in Cina i chip di intelligenza artificiale H200.
La notizia ha riacceso i timori di un’ulteriore inasprimento delle restrizioni tecnologiche e di un rallentamento delle prospettive di crescita per i principali produttori di semiconduttori, settore fortemente esposto alla domanda asiatica.
Trimestrali e dati macro
Guardando avanti, l’attenzione degli investitori sarà rivolta alle nuove trimestrali di Goldman Sachs, Morgan Stanley e BlackRock. Le indicazioni fornite da questi gruppi saranno cruciali per valutare lo stato di salute del settore finanziario e, più in generale, per misurare la tenuta dell’attività sui mercati dei capitali.
Parallelamente, i mercati monitoreranno la pubblicazione dei dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione; dato chiave per le future decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.
Il sentiment resta fortemente condizionato anche dal quadro geopolitico: i colloqui tra esponenti dell’amministrazione Trump e le autorità di Danimarca e Groenlandia non hanno risolto il profondo disaccordo sulla sovranità dell’isola, mentre il presidente continua a spingere per un controllo statunitense.
Analisi e prospettive S&P 500 – giovedì 15 gennaio
In questo giovedì 15 gennaio il future su S&P500 sta cercando di recuperare le perdite del giorno precedente e al momento della scrittura scambia in positivo sopra i 6.980 punti.
Lo storno temporaneo di mercoledì dopo la pubblicazione dei dati marco su inflazione alla produzione e vendite al dettaglio si è inserito in un contesto comunque ancora costruttivo, con il mercato che con i successivi acquisti sulle discese di ieri ha mostrato ancora la chiara volontà di sostenere l’azionario da parte della componente istituzionale, come evidenziato dagli ultimi report di Citigroup e Bank of America.
Secondo l’analisi di Citigroup (13/01/2026), il posizionamento sui future dell’S&P 500 rimane “mildly bullish”: gli investitori hanno incrementato marginalmente le posizioni long sui derivati dell’indice, mentre il Nasdaq è rientrato su livelli di neutralità, segnalando una rotazione più che un deterioramento del sentiment.
Bank of America evidenzia inoltre come i fondi quantitativi e sistematici (CTA) dovrebbero continuare a fornire supporto al mercato finché non si registrerà una correzione superiore al 3,5% dai livelli attuali. Solo al di sotto di tale soglia si attiverebbero flussi di vendita sistematici di maggiore entità.
Dal punto di vista tecnico, la tenuta del supporto a 6.930 punti preserva la struttura rialzista di breve periodo, mantenendo aperta la possibilità di una prosecuzione del rimbalzo oggi almeno fino a 6.990 punti, dove segnaliamo resistenza. Un segnale di forza più convincente emergerebbe tuttavia solo con un consolidamento stabile sopra la soglia dei 7.005 punti, livello che dovrebbe agire da innesco per una ulteriore salita di almeno 20 punti.
Al contrario, una violazione di quota 6.920 punti riaprirebbe spazi per una ulteriore correzione, con un primo potenziale livello di approdo individuabile in area 6.890 punti.
Questa pausa era ampiamente attesa dopo che il mercato ha raggiunto il traguardo storico dei 7.000 punti, senza però riuscire a confermarlo in chiusura di sessione.
Semiconduttori sotto pressione: nuove restrizioni verso la Cina
A pesare sul comparto tecnologico è stata la comunicazione, diffusa martedì dall’amministrazione Trump, secondo cui Nvidia dovrà soddisfare nuovi requisiti di sicurezza prima di poter esportare in Cina i chip di intelligenza artificiale H200.
La notizia ha riacceso i timori di un’ulteriore inasprimento delle restrizioni tecnologiche e di un rallentamento delle prospettive di crescita per i principali produttori di semiconduttori, settore fortemente esposto alla domanda asiatica.
Trimestrali e dati macro
Guardando avanti, l’attenzione degli investitori sarà rivolta alle nuove trimestrali di Goldman Sachs, Morgan Stanley e BlackRock. Le indicazioni fornite da questi gruppi saranno cruciali per valutare lo stato di salute del settore finanziario e, più in generale, per misurare la tenuta dell’attività sui mercati dei capitali.
Parallelamente, i mercati monitoreranno la pubblicazione dei dati settimanali sulle richieste di sussidi di disoccupazione; dato chiave per le future decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.
Il sentiment resta fortemente condizionato anche dal quadro geopolitico: i colloqui tra esponenti dell’amministrazione Trump e le autorità di Danimarca e Groenlandia non hanno risolto il profondo disaccordo sulla sovranità dell’isola, mentre il presidente continua a spingere per un controllo statunitense.
Analisi e prospettive S&P 500 – giovedì 15 gennaio
In questo giovedì 15 gennaio il future su S&P500 sta cercando di recuperare le perdite del giorno precedente e al momento della scrittura scambia in positivo sopra i 6.980 punti.
Lo storno temporaneo di mercoledì dopo la pubblicazione dei dati marco su inflazione alla produzione e vendite al dettaglio si è inserito in un contesto comunque ancora costruttivo, con il mercato che con i successivi acquisti sulle discese di ieri ha mostrato ancora la chiara volontà di sostenere l’azionario da parte della componente istituzionale, come evidenziato dagli ultimi report di Citigroup e Bank of America.
Secondo l’analisi di Citigroup (13/01/2026), il posizionamento sui future dell’S&P 500 rimane “mildly bullish”: gli investitori hanno incrementato marginalmente le posizioni long sui derivati dell’indice, mentre il Nasdaq è rientrato su livelli di neutralità, segnalando una rotazione più che un deterioramento del sentiment.
Bank of America evidenzia inoltre come i fondi quantitativi e sistematici (CTA) dovrebbero continuare a fornire supporto al mercato finché non si registrerà una correzione superiore al 3,5% dai livelli attuali. Solo al di sotto di tale soglia si attiverebbero flussi di vendita sistematici di maggiore entità.
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Al contrario, una violazione di quota 6.920 punti riaprirebbe spazi per una ulteriore correzione, con un primo potenziale livello di approdo individuabile in area 6.890 punti.
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