Situazione meno tesa tra USA-Iran, ma Trump insite sulla Groenlandia.
Otto Paesi europei potenzialmente sanzionati dagli Usa.
Ancora acquisti massicci su metalli preziosi ed industriali.
Focus su inflazione Usa ed Europa: dati di dicembre in uscita.
La seduta di venerdì 16 gennaio si è chiusa all’insegna di un cauto miglioramento del sentiment globale, sostenuto dall’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, pur con l’opzione militare che resta esplicitamente sul tavolo, e dal ritorno in primo piano dei titoli tecnologici, tornati a guidare con decisione il rimbalzo dei mercati azionari.
A rafforzare il comparto è arrivata l’intesa siglata da Washington e Taiwan, che prevede la riduzione dei dazi generalizzati dal 20% al 15% e importanti investimenti nel settore tecnologico e nei semiconduttori.
Un accordo che, se da un lato sostiene l’azionario Usa, dall’altro rischia di riaccendere le tensioni con Pechino, aggiungendo un nuovo elemento di instabilità geopolitica allo scenario globale. Sul fronte societario, riflettori puntati su TSMC, che ha beneficiato della pubblicazione di utili in crescita del +35% nel quarto trimestre, trascinando al rialzo l’intero comparto tech.
A sostenere Wall Street hanno contribuito anche i titoli finanziari, con Goldman Sachs e Morgan Stanley in deciso progresso dopo la pubblicazione dei numeri gtrimestrali, favorendo una seduta complessivamente positiva per l’azionario americano.
In Europa, invece, le Borse hanno chiuso deboli una giornata povera di spunti, con Wall Street poco sopra la parità: Francoforte -0,30%, Parigi -0,65%, Londra -0,06%, Milano -0,11%.
Ancora una volta, Donald Trump resta il principale catalizzatore del dibattito politico-finanziario. Il Presidente non ha escluso l’ipotesi di nuovi dazi verso i Paesi contrari alla posizione Usa sulla Groenlandia, definita strategica per la “sicurezza nazionale”.
Autoproclamatosi “tariff king”, Trump ha ribadito che un’eventuale sconfitta dell’amministrazione alla Corte Suprema sui dazi sarebbe una “vergogna” per il Paese, sostenendo al contempo che, nonostante “l’eredità di un disastro”, l’inflazione sta scendendo.
Nel mirino anche i “politici corrotti dal Minnesota alla California” e una nuova offensiva contro l’Obamacare, accusato di favorire le assicurazioni più che i cittadini.
Sul fronte sanitario, Trump ha annunciato un piano da 50 miliardi di dollari per rafforzare i servizi nelle comunità rurali, colpite dalla chiusura di numerosi ospedali dopo i tagli degli ultimi anni, puntando il dito contro l’amministrazione Obama.
Intanto il Financial Times ha riportato che la prima vendita di greggio venezuelano negli Stati Uniti ha coinvolto una società legata a Vitol: un suo importante trader petrolifero, John Addison, ha donato alla campagna per la rielezione di Trump e partecipato a un incontro alla Casa Bianca.
L’operazione apre la strada al controverso piano per la vendita fino a 50 milioni di barili di petrolio/anno venezuelano. Anche Trafigura avrebbe acquistato 250 milioni di dollari di greggio, dopo aver speso 525.000 dollari in lobbying negli Stati Uniti tra il 2024 e il 2025.
Sul piano monetario, l’attenzione resta alta sull’indagine su Jerome Powell. Il mandato da Chairman della Fed scade il 15 maggio, ma Powell resta uno dei sette Governatori fino al 2028. Una sua permanenza romperebbe la tradizione storica e limiterebbe la capacità della Casa Bianca di ottenere la maggioranza nel board, anche nel caso di nomina di un nuovo Chairman.
In Europa, il Bollettino economico di Bankitalia di gennaio 2026 segnala che nel quarto trimestre l’economia italiana ha continuato a espandersi moderatamente, sostenuta dai servizi e da un recupero dell’industria, mentre la manifattura resta esposta alla crescente concorrenza cinese.
I mercati guardano ora ai dati sull’inflazione dell’Eurozona di dicembre: attese per un CPI al +2% e un core al +2,3%, invariati rispetto a novembre, con una Banca Centrale Europea attendista nei prossimi mesi.
Il weekend ha però peggiorato bruscamente il quadro: la minaccia di dazi verso otto Paesi europei ha spinto gli investitori verso i beni rifugio. Stamattina, 19 gennaio, metalli preziosi sui massimi storici, dollaro e bitcoin in calo, Borse europee attorno a -1,4% a fine mattinata. Wall Street è chiusa per festività, mentre i future sui maggiori indici cedono -1,1% (ore 13.00 CET).
In Asia-Pacifico, mercati contrastati: Kospi di Seul +1,5%, dodicesima seduta positiva consecutiva e nuovo record; Taiwan aggiorna i massimi con il Taiex +1%, ma con avvertimento Usa: dazi fino al 100% per chi non rispetta gli impegni sugli investimenti.
Hang Seng -1%, CSI300 -0,2%. La Cina chiude il 2025 con un Pil +5%, sopra il +4,9% atteso, ma con un quarto trimestre a +4,5%, il ritmo più lento dal 2022.
A Tokyo, Nikkei -1% e tensioni sui JGB: rendimento dei titoli a 30 anni al 3,58%, +10 pb, massimo storico; decennali e ventennali sui livelli più alti dal 1999.
Sul fronte materie prime, il Bloomberg Commodity Index (113,70 USD) segna la seconda settimana positiva (+1,3%), ai massimi da quattro anni, trainato da oro a 4.670 USD/oncia e argento a 93,30 USD, entrambi su record. Da inizio anno l’argento guadagna +30%, contro +8% dell’oro.
Nel comparto crypto, Bitcoin a 92.500 USD, -2,8% oggi, pur chiudendo la settimana a +5%, la migliore da ottobre, dopo lo stop al disegno di legge Usa sulle criptovalute.
Infine, sul mercato obbligazionario, settimana negativa per il Treasury decennale (-0,4%), rendimento al 4,22%, mentre in Eurozona il BTP decennale segna +0,22%, rendimento al 3,45% e spread intorno a 60 pb, sui minimi dal 2008.
Informazioni importanti
Comunicazioni emesse all’interno dello Spazio economico europeo (“SEE”): Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree Ireland Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Central Bank of Ireland.
Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
Per fare riferimento a WisdomTree Ireland Limited e a WisdomTree UK Limited si utilizza per entrambe la denominazione “WisdomTree” (come applicabile). La nostra politica sui conflitti d’interesse e il nostro inventario sono disponibili su richiesta.
Solo per clienti professionali. Le informazioni contenute nel presente documento sono fornite a titolo meramente informativo e non costituiscono né un’offerta di vendita né una sollecitazione di un’offerta di acquisto di titoli o azioni. Il presente documento non deve essere utilizzato come base per una qualsiasi decisione d’investimento. Gli investimenti possono aumentare o diminuire di valore e si può perdere una parte o la totalità dell’importo investito. Le performance passate non sono necessariamente indicative di performance future. Qualsiasi decisione d’investimento deve essere basata sulle informazioni contenute nel Prospetto informativo di riferimento e deve essere presa dopo aver richiesto il parere di un consulente d’investimento, fiscale e legale indipendente.
Il presente documento non è, e in nessun caso deve essere interpretato come, una pubblicità o qualsiasi altro strumento di promozione di un’offerta pubblica di azioni o titoli negli Stati Uniti o in qualsiasi provincia o territorio degli Stati Uniti. Né il presente documento né alcuna copia dello stesso devono essere acquisiti, trasmessi o distribuiti (direttamente o indirettamente) negli Stati Uniti.
Il presente documento può contenere commenti indipendenti sul mercato redatti da WisdomTree sulla base delle informazioni disponibili al pubblico. Benché WisdomTree si adoperi per garantire l’esattezza del contenuto del presente documento, WisdomTree non garantisce né assicura la sua esattezza o correttezza. Qualsiasi terzo fornitore di dati di cui ci si avvalga per reperire le informazioni contenute nel presente documento non rilascia alcuna garanzia o dichiarazione di sorta in relazione ai suddetti dati. Laddove WisdomTree abbia espresso dei pareri relativamente al prodotto o all’attività di mercato, si ricorda che tali pareri possono cambiare. Né WisdomTree, né alcuna consociata, né alcuno dei rispettivi funzionari, amministratori, partner o dipendenti, accetta alcuna responsabilità per qualsiasi perdita, diretta o indiretta, derivante dall’utilizzo del presente documento o del suo contenuto.
Il presente documento può contenere dichiarazioni previsionali, comprese dichiarazioni riguardanti le attuali aspettative o convinzioni in relazione alla performance di determinate classi di attività e/o settori. Le dichiarazioni previsionali sono soggette a determinati rischi, incertezze e ipotesi. Non vi è alcuna garanzia che tali dichiarazioni siano esatte, e i risultati effettivi possano discostarsi significativamente da quelli previsti in dette dichiarazioni. WisdomTree raccomanda vivamente di non fare indebito affidamento sulle summenzionate dichiarazioni previsionali.
I rendimenti storici ricompresi nel presente documento potrebbero essere basati sul back test, ossia la procedura di valutazione di una strategia d’investimento, che viene applicata ai dati storici per simulare quali sarebbero stati i rendimenti di tale strategia. Tuttavia, i rendimenti basati sul back test sono puramente ipotetici e vengono forniti nel presente documento a soli fini informativi. I dati basati sul back test non rappresentano rendimenti effettivi e non devono intendersi come un’indicazione di rendimenti effettivi o futuri.
Otto Paesi europei potenzialmente sanzionati dagli Usa.
Ancora acquisti massicci su metalli preziosi ed industriali.
Focus su inflazione Usa ed Europa: dati di dicembre in uscita.
La seduta di venerdì 16 gennaio si è chiusa all’insegna di un cauto miglioramento del sentiment globale, sostenuto dall’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, pur con l’opzione militare che resta esplicitamente sul tavolo, e dal ritorno in primo piano dei titoli tecnologici, tornati a guidare con decisione il rimbalzo dei mercati azionari.
A rafforzare il comparto è arrivata l’intesa siglata da Washington e Taiwan, che prevede la riduzione dei dazi generalizzati dal 20% al 15% e importanti investimenti nel settore tecnologico e nei semiconduttori.
Un accordo che, se da un lato sostiene l’azionario Usa, dall’altro rischia di riaccendere le tensioni con Pechino, aggiungendo un nuovo elemento di instabilità geopolitica allo scenario globale. Sul fronte societario, riflettori puntati su TSMC, che ha beneficiato della pubblicazione di utili in crescita del +35% nel quarto trimestre, trascinando al rialzo l’intero comparto tech.
A sostenere Wall Street hanno contribuito anche i titoli finanziari, con Goldman Sachs e Morgan Stanley in deciso progresso dopo la pubblicazione dei numeri gtrimestrali, favorendo una seduta complessivamente positiva per l’azionario americano.
In Europa, invece, le Borse hanno chiuso deboli una giornata povera di spunti, con Wall Street poco sopra la parità: Francoforte -0,30%, Parigi -0,65%, Londra -0,06%, Milano -0,11%.
Ancora una volta, Donald Trump resta il principale catalizzatore del dibattito politico-finanziario. Il Presidente non ha escluso l’ipotesi di nuovi dazi verso i Paesi contrari alla posizione Usa sulla Groenlandia, definita strategica per la “sicurezza nazionale”.
Autoproclamatosi “tariff king”, Trump ha ribadito che un’eventuale sconfitta dell’amministrazione alla Corte Suprema sui dazi sarebbe una “vergogna” per il Paese, sostenendo al contempo che, nonostante “l’eredità di un disastro”, l’inflazione sta scendendo.
Nel mirino anche i “politici corrotti dal Minnesota alla California” e una nuova offensiva contro l’Obamacare, accusato di favorire le assicurazioni più che i cittadini.
Sul fronte sanitario, Trump ha annunciato un piano da 50 miliardi di dollari per rafforzare i servizi nelle comunità rurali, colpite dalla chiusura di numerosi ospedali dopo i tagli degli ultimi anni, puntando il dito contro l’amministrazione Obama.
Intanto il Financial Times ha riportato che la prima vendita di greggio venezuelano negli Stati Uniti ha coinvolto una società legata a Vitol: un suo importante trader petrolifero, John Addison, ha donato alla campagna per la rielezione di Trump e partecipato a un incontro alla Casa Bianca.
L’operazione apre la strada al controverso piano per la vendita fino a 50 milioni di barili di petrolio/anno venezuelano. Anche Trafigura avrebbe acquistato 250 milioni di dollari di greggio, dopo aver speso 525.000 dollari in lobbying negli Stati Uniti tra il 2024 e il 2025.
Sul piano monetario, l’attenzione resta alta sull’indagine su Jerome Powell. Il mandato da Chairman della Fed scade il 15 maggio, ma Powell resta uno dei sette Governatori fino al 2028. Una sua permanenza romperebbe la tradizione storica e limiterebbe la capacità della Casa Bianca di ottenere la maggioranza nel board, anche nel caso di nomina di un nuovo Chairman.
In Europa, il Bollettino economico di Bankitalia di gennaio 2026 segnala che nel quarto trimestre l’economia italiana ha continuato a espandersi moderatamente, sostenuta dai servizi e da un recupero dell’industria, mentre la manifattura resta esposta alla crescente concorrenza cinese.
I mercati guardano ora ai dati sull’inflazione dell’Eurozona di dicembre: attese per un CPI al +2% e un core al +2,3%, invariati rispetto a novembre, con una Banca Centrale Europea attendista nei prossimi mesi.
Il weekend ha però peggiorato bruscamente il quadro: la minaccia di dazi verso otto Paesi europei ha spinto gli investitori verso i beni rifugio. Stamattina, 19 gennaio, metalli preziosi sui massimi storici, dollaro e bitcoin in calo, Borse europee attorno a -1,4% a fine mattinata. Wall Street è chiusa per festività, mentre i future sui maggiori indici cedono -1,1% (ore 13.00 CET).
In Asia-Pacifico, mercati contrastati: Kospi di Seul +1,5%, dodicesima seduta positiva consecutiva e nuovo record; Taiwan aggiorna i massimi con il Taiex +1%, ma con avvertimento Usa: dazi fino al 100% per chi non rispetta gli impegni sugli investimenti.
Hang Seng -1%, CSI300 -0,2%. La Cina chiude il 2025 con un Pil +5%, sopra il +4,9% atteso, ma con un quarto trimestre a +4,5%, il ritmo più lento dal 2022.
A Tokyo, Nikkei -1% e tensioni sui JGB: rendimento dei titoli a 30 anni al 3,58%, +10 pb, massimo storico; decennali e ventennali sui livelli più alti dal 1999.
Sul fronte materie prime, il Bloomberg Commodity Index (113,70 USD) segna la seconda settimana positiva (+1,3%), ai massimi da quattro anni, trainato da oro a 4.670 USD/oncia e argento a 93,30 USD, entrambi su record. Da inizio anno l’argento guadagna +30%, contro +8% dell’oro.
Nel comparto crypto, Bitcoin a 92.500 USD, -2,8% oggi, pur chiudendo la settimana a +5%, la migliore da ottobre, dopo lo stop al disegno di legge Usa sulle criptovalute.
Infine, sul mercato obbligazionario, settimana negativa per il Treasury decennale (-0,4%), rendimento al 4,22%, mentre in Eurozona il BTP decennale segna +0,22%, rendimento al 3,45% e spread intorno a 60 pb, sui minimi dal 2008.
Informazioni importanti
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Comunicazioni emesse in giurisdizioni non appartenenti al SEE: Il presente documento è stato emesso e approvato da WisdomTree UK Limited, società autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority del Regno Unito.
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